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Gatsby di Maisons du Monde: perché questo scaffale anni ’20 funziona anche nelle case moderne

Lo scaffale Gatsby di Maisons du Monde riprende l’estetica anni ’20 con una struttura in acciaio rifinita in ottone che riesce a convivere bene anche con interni moderni. Il merito è tutto nei volumi aperti, nelle proporzioni leggere e negli angoli arrotondati.

Gatsby di Maisons du Monde: perché questo scaffale anni ’20 funziona anche nelle case moderne
Gatsby di Maisons du Monde: perché questo scaffale anni ’20 funziona anche nelle case moderne

Certe librerie sembrano progettate per sparire contro il muro. Questa no. Il modello GATSBY di Maisons du Monde occupa la parete con una presenza evidente, quasi scenografica, ma senza creare quell’effetto pesante che spesso accompagna i mobili metallici di grandi dimensioni. Dal vivo colpisce soprattutto la profondità contenuta da 30 cm. Una misura intelligente, perché permette di usarlo anche in soggiorni stretti o ingressi ampi senza togliere passaggio.


La finitura in ottone potrebbe far pensare a un mobile difficile da inserire. In realtà funziona proprio perché non prova a sembrare minimalista. Oggi molte case moderne sono troppo neutre, tutte beige, grigio chiaro e superfici opache. Un elemento dorato rompe quella monotonia visiva e crea un punto focale immediato. Basta non riempirlo troppo. È un errore che vedo spesso con scaffali di questo tipo.

Lo scaffale Gatsby di Maisons du Monde valorizza gli interni contemporanei

Il punto forte di questo scaffale è la struttura asimmetrica. Gli scomparti non seguono una griglia rigida e questo aiuta parecchio negli ambienti moderni, soprattutto quelli open space dove tutto rischia di apparire troppo geometrico.

Gli angoli arrotondati fanno il resto. Sembrano un dettaglio secondario, invece alleggeriscono l’impatto visivo del metallo. Una libreria squadrata in acciaio, alta 175 cm e larga 90 cm, può diventare fredda nel giro di pochi minuti. Qui succede il contrario.


C’è anche un altro aspetto pratico che raramente viene considerato nelle foto catalogo: la luce. La finitura ottone riflette la luce naturale in modo molto più morbido rispetto alle superfici cromate o nere opache. Se posizionata vicino a una finestra, soprattutto nelle ore del pomeriggio, crea riflessi caldi che cambiano parecchio la percezione della stanza.

A me convince più negli interni contemporanei che in quelli vintage puri. In una casa già piena di mobili retrò rischia quasi di sparire nel contesto. Accanto a un divano moderno chiaro o a una poltrona in velluto semplice, invece, acquista carattere.

Gatsby di Maisons du Monde


Acciaio e ottone: materiali belli, ma da gestire bene

La struttura è interamente in acciaio, quindi il mobile trasmette solidità appena lo si monta. Il peso di 36 kg lo conferma subito. Non è una libreria leggera da spostare ogni settimana. Conviene decidere bene la posizione prima del montaggio, anche perché l’altezza di 175 cm cambia parecchio gli equilibri visivi della stanza.

L’ottone tende sempre a dividere. Alcuni lo trovano elegante, altri eccessivo. Dipende molto da cosa ci metti vicino.

Funziona bene con:

  • parquet medio o scuro
  • pareti color tortora, sabbia o avorio caldo
  • lampade con vetro fumé
  • dettagli neri opachi

Molto meno con arredi lucidi total white. In quel caso l’effetto showroom arriva in fretta.


Una cosa pratica che spesso viene ignorata riguarda le impronte. Le superfici dorate tendono a segnarsi facilmente durante il montaggio. Nulla di grave, ma conviene avere un panno in microfibra vicino mentre si assemblano i moduli. Piccolo dettaglio, cambia parecchio il risultato finale.

Dove posizionarlo per evitare l’effetto “mobile vetrina”

Il rischio con scaffali così decorativi è trasformarli in espositori pieni di oggetti casuali. Dopo pochi giorni l’effetto elegante sparisce.

La soluzione migliore è lasciare volutamente alcuni vani vuoti. Gli spazi aperti fanno respirare la struttura e valorizzano la forma asimmetrica. Due pile di libri orizzontali funzionano meglio di una fila continua. Anche gli oggetti piccoli rendono di più se isolati.


In soggiorno lavora bene vicino a una seduta importante, magari una poltrona bassa in pelle o velluto. In studio può diventare quasi una parete decorativa. In camera lo vedo meno adatto, soprattutto negli ambienti piccoli. La finitura ottone attira molto l’attenzione e rischia di dominare la stanza.

Molti lo acquistano pensando solo allo stile industriale. Secondo me dà il meglio negli interni contemporanei con pochi elementi materici ben scelti. Un tappeto chiaro, una lampada da terra sottile, qualche libro grande. Fine.

La vera forza del Gatsby sta proprio qui: riesce a essere decorativo senza sembrare un pezzo da showroom di lusso costruito solo per le fotografie. Considerando dimensioni, struttura in acciaio e finitura ottone, il prezzo di 949,00 € resta abbastanza centrato rispetto ad altri scaffali scenografici della stessa fascia. E oggi non è così scontato trovarlo in un mobile di grandi dimensioni.

Photo Credits: © Maisons du Monde