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Palme da giardino che non crescono troppo: le varietà nane ideali per piccoli spazi e aiuole

Palme da giardino per piccoli spazi? Con le varietà nane, puoi finalmente aggiungere un tocco esotico anche in un’aiuola stretta o sul terrazzo, senza il rischio di ritrovarti tra dieci anni con una foresta fuori scala. E la manutenzione resta gestibile, davvero.

Palme da giardino che non crescono troppo
Palme da giardino che non crescono troppo: le varietà nane ideali per piccoli spazi e aiuole

Chi sceglie una palma per il giardino spesso teme che finisca per dominarlo. Invece, alcune specie restano compatte anche a distanza di anni. Basta conoscere le caratteristiche delle palme nane per ottenere quel verde deciso, scultoreo, senza invadere ogni metro quadro utile. Mi capita spesso di vedere aiuole soffocate da specie sbagliate, un errore di prospettiva più che di pollice verde. Le palme nane ti evitano questa trappola, perché nascono per stare al loro posto, anche dove lo spazio è tirato al centimetro.


Un altro vantaggio che apprezzo, soprattutto nei giardini di città o nei cortili di provincia, riguarda la pulizia. Le varietà nane, grazie alla crescita contenuta, producono meno foglie da gestire a terra e si potano senza bisogno di scale o attrezzi da professionista.

Le migliori varietà di palme nane per climi italiani

Il primo errore quando si sceglie una palma è pensare che “nano” significhi solo bassa altezza. In realtà, per piccoli spazi serve una pianta che mantenga il portamento compatto sia in verticale che in orizzontale, con radici non troppo aggressive e crescita gestibile anche dopo dieci anni. Ho raccolto le varietà che, nella pratica, si adattano meglio ai climi italiani senza sorprese sulle dimensioni, nemmeno in condizioni di coltivazione ottimale. Il vantaggio concreto? Nessuna di queste finirà per rubare luce o soffocare le piante vicine.

Ecco le varietà nane più affidabili per piccoli spazi:


  • Chamaerops humilis (palma nana di San Pietro): l’unica palma spontanea in Italia, crescita cespugliosa, robusta e compatta, ottima per aiuole e bordure.
  • Phoenix roebelenii (palma da datteri nana): fronde eleganti, crescita lenta, raramente supera i 2-3 metri, predilige terriccio drenante.
  • Cycas revoluta: aspetto scultoreo, crescita millimetrica, perfetta per chi desidera una presenza esotica senza esigenze particolari.
  • Trachycarpus nanus: miniatura rustica e resistente al freddo, ideale per zone soggette a gelate, sviluppo ridotto sia in altezza sia in larghezza.

Chamaerops humilis, o palma nana di San Pietro, è un classico nei giardini mediterranei. Se ti aspetti una palma dal fusto imponente, resterai deluso. Questa cresce a cespuglio, crea macchie fitte e compatte, e soprattutto non supera quasi mai i due metri in altezza. D’estate regge il sole diretto anche in vaso, d’inverno non teme le gelate leggere. Raramente bisogna preoccuparsi del vento: le sue fronde si piegano, ma non si spezzano facilmente. Una delle poche piante che non mi ha mai dato noie per parassiti.

Chamaerops humilis, o palma nana di San Pietro
Chamaerops humilis | Foto © Iris

La Phoenix roebelenii è la palma da datteri in formato bonsai, con fronde leggere e portamento elegante. Anche lasciandola indisturbata per anni, faticherà a superare i due metri e mezzo. Unica vera attenzione, l’acqua: in vaso ama terriccio leggero e drenante, mai ristagni. È la scelta perfetta per aiuole vicino al portone o angoli che chiedono una presenza d’effetto senza dominare la scena.

Phoenix roebelenii
Phoenix roebelenii | Foto © olyasolodenko

Poi c’è la Cycas revoluta. Non è una palma vera, ma pochi lo sanno. Cresce lentissima, struttura compatta e aspetto scultoreo. Anche chi non ha mano verde riesce a mantenerla in salute: una volta a settimana controllo che non secchi del tutto, stop. In più, tollera la mezz’ombra meglio di tante vere palme. Occhio solo ai bambini e agli animali: le foglie e i semi sono tossici se ingeriti.


Cycas revoluta
Cycas revoluta | Foto © ViniSouza128

Trachycarpus nanus, spesso dimenticata, è una miniatura rustica della palma di Fortune. Se vivi dove il gelo arriva spesso, questa è una delle poche scelte davvero affidabili. Il suo sviluppo, tanto in larghezza quanto in altezza, resta sorprendentemente ridotto. Perfetta per bordure o per chi vuole una palma “a portata di mano” anche in inverno.

Trachycarpus nanus
Trachycarpus nanus | Foto © MarinoDenisenko

Come integrare le palme nane nel design del giardino

La differenza, spesso, la fa il modo in cui le posizioni. Personalmente, trovo che una palma nana al centro di un’aiuola delimitata da pietre basse trasformi l’angolo in un microgiardino a sé. L’effetto scultoreo emerge se scegli varietà compatte e lasci respirare il tronco: troppo vicino ad altre piante, sparisce l’effetto esotico. Non sottovalutare i materiali: lapillo vulcanico o sassi bianchi intorno alla base danno un contrasto estetico netto e riducono la manutenzione, perché soffocano le erbacce e aiutano il drenaggio.

Se punti sulla coltivazione in vaso, meglio optare per contenitori capienti ma non troppo profondi. Il segreto è usare un terriccio leggero, mescolato con un po’ di sabbia e lapillo. Così le radici restano contenute, l’acqua scorre via senza ristagni e la pianta cresce più lentamente. Ho visto più di una palma rovinata da vasi troppo piccoli o terreni troppo compatti: lo spazio sotto è più importante di quanto sembri. Per chi ha solo un terrazzo, queste varietà danno il meglio in posizioni luminose, ma non in pieno sole tutto il giorno.

Gli accostamenti? Meglio evitare il tutto palma. Un esemplare compatto risalta se lo circondi con tappezzanti sempreverdi o ciuffi di graminacee. Le fronde leggere delle nane stanno bene anche vicino a fioriture stagionali basse. Il dettaglio che consiglio a chi vuole ordine: un giro di ciottoli o pacciamatura minerale mantiene pulita la base e rende la manutenzione più rapida.


Consigli di manutenzione per mantenere le dimensioni compatte

Nessuna palma nana diventa ingombrante da un giorno all’altro, ma qualche accorgimento fa la differenza sul lungo periodo. Prima regola: pota solo le fronde secche o rovinate e lascia sempre intatto il cuore della pianta. Una potatura aggressiva stimola la crescita disordinata e indebolisce il tronco. Meglio intervenire ogni primavera, senza esagerare.

Per chi coltiva in vaso, il vero trucco è contenere lo sviluppo radicale. Ogni tre anni conviene svasare e tagliare leggermente la parte più esterna delle radici, reimpiantando con terriccio nuovo. Così la pianta resta compatta, l’apparato radicale non soffoca e la crescita rimane gestibile. Questo vale soprattutto se il vaso sta vicino a pavimentazioni o muri: le radici possono sollevare piastrelle se trascurate.

Attenzione anche all’acqua: irrigazioni abbondanti fanno crescere più in fretta la parte aerea. Un regime più asciutto mantiene le dimensioni contenute e riduce la formazione di getti laterali. Da non sottovalutare le esigenze stagionali: d’inverno, sospendo quasi del tutto le annaffiature. In estate, mai bagnare le foglie nelle ore calde per evitare macchie e malattie fungine.


Un consiglio finale che do spesso a chi inizia: resisti alla tentazione di nutrire troppo. Le palme nane, soprattutto in vaso, si accontentano di poco. Un concime a lenta cessione all’inizio della primavera è più che sufficiente. L’eccesso di fertilizzante fa solo allungare le fronde e perdere la compattezza che rende queste varietà così preziose in giardino.

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Photo Credits: © Adobe Stock


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