Il nuovo divano Robin di Maisons du Monde cambia assetto nel soggiorno: lo schienale regolabile porta la profondità della seduta da 60 a 93 centimetri quando serve distendersi.

Ci sono divani che sembrano comodi in fotografia e poi obbligano a scegliere: schiena sostenuta oppure gambe distese. Nel soggiorno usato ogni giorno, la seduta molto profonda invita al relax ma rende scomoda una conversazione o un caffè; quella composta funziona bene da seduti e meno durante un film. Il nuovo divano a 3/4 posti Robin in tessuto effetto velluto grigio verde prova a tenere insieme i due momenti con uno schienale che avanza e arretra. La linea rimane bassa e squadrata, mentre cambia lo spazio utile per il corpo. Non è un meccanismo nascosto per trasformarlo in letto, e questa distinzione conta: è un Maisons du Monde con schienale regolabile, pensato per modificare la postura senza cambiare funzione alla stanza.
Maisons du Monde Robin porta la seduta da 60 a 93 centimetri
Con lo schienale in avanti, i 60 centimetri di profondità consentono di appoggiare bene la schiena e tenere una posizione più composta. Spostandolo indietro, la seduta arriva a 93 centimetri, abbastanza per raccogliere le gambe o sdraiarsi di traverso. Il movimento è affidato a un meccanismo in acciaio cromato. Lo sceglierei soprattutto in un soggiorno che cambia ritmo durante la giornata: riceve ospiti, ospita una lettura veloce, poi diventa la postazione lunga della sera. L’assetto mobile evita di riempire davanti al divano con un poggiapiedi permanente.

Il Robin occupa comunque una parete importante. I 255 centimetri di lunghezza accolgono tre o quattro persone, mentre i 105 centimetri di profondità esterna richiedono un passaggio ben calcolato davanti e sui lati. L’altezza totale è 85 centimetri, con la seduta a 43 centimetri da terra: la presenza resta orizzontale, ma non è un mobile da infilare in una nicchia stretta. Prima dell’acquisto conviene misurare porte, corridoi e scale, perché il volume non perdona svolte strette.
Verde grigio o beige, il volume cambia carattere
La versione più riconoscibile usa un verde grigio morbido, facile da accostare a legno scuro, pareti avorio e metalli opachi. Chi preferisce una base neutra trova anche la variante beige, con le stesse misure e lo stesso meccanismo. Entrambe sono rivestite in tessuto effetto velluto di poliestere riciclato al 100 per cento. La trapuntatura a riquadri spezza la superficie ampia e tiene il colore leggibile anche con luce laterale; cuscini troppo piccoli o numerosi finirebbero invece per coprire proprio quel ritmo grafico.

Sotto il rivestimento, il telaio combina pino massello e compensato di eucalipto. Cinghie elastiche e molle Nosag sostengono la seduta, completata da schiuma poliuretanica con densità tra 31 e 34 chilogrammi per metro cubo. Schienale e braccioli usano schiume più differenziate e fibra di poliestere; i piedini in legno di hevea marrone scuro restano quasi nascosti. È una costruzione pensata per un comfort morbido ma strutturato, non per l’effetto del cuscino che sprofonda fino a terra.
Il prezzo va letto insieme allo spazio che serve
Il listino del Robin da 255 centimetri è di 1.399 euro. La promozione attiva con codice MDM15 applica il 15 per cento agli acquisti sopra 1.000 euro, portando questo divano a 1.189,15 euro; beige e verde grigio partono dallo stesso prezzo. Prima di farsi convincere dallo sconto, segnerei sul pavimento tutto l’ingombro da 255 per 105 centimetri e arretrerei idealmente lo schienale: il vantaggio del meccanismo si sente soltanto se resta libero lo spazio necessario per usarlo.
Una distanza di almeno 40 centimetri dal tavolino mantiene il passaggio pratico quando la seduta è composta. Se il soggiorno consente questa fascia libera, il Robin offre due posture reali nello stesso volume e rende superfluo aggiungere un altro elemento davanti al divano.
Photo Credits: © Maisons du Monde



