La nuova poltrona girevole BUN di Maisons du Monde orienta la seduta verso divano, finestra o libreria, mantenendo un volume beige morbido e compatto.

In un soggiorno usato per leggere, conversare e guardare la televisione, una poltrona fissa finisce spesso per favorire una sola scena. Se guarda il divano, volta le spalle alla finestra; se segue lo schermo, l’angolo lettura diventa meno naturale. Spostarla ogni volta rovina l’ordine del tappeto e richiede spazio per afferrarla.
BUN affronta il problema dalla base. La forma resta piena e avvolgente, ma una rotazione completa permette di cambiare direzione restando seduti. Il rivestimento beige attenua la presenza del volume, mentre la base nera introduce una linea più precisa vicino al pavimento. Il risultato interessa soprattutto le stanze in cui una sola seduta deve partecipare a momenti diversi della giornata.
Ti potrebbe interessare anche:
La poltrona girevole BUN di Maisons du Monde segue il soggiorno
Con 83 centimetri di larghezza e 80,5 di profondità, BUN chiede un angolo vero, non uno spazio residuo. I 76 centimetri di altezza mantengono però lo schienale sotto la linea visiva di molte finestre. La seduta alta 44 centimetri facilita il gesto di alzarsi, mentre il diametro operativo richiede almeno qualche centimetro libero da parete, tenda e tavolino.
A 299 euro, la BUN girevole concentra funzione e presenza in un solo mobile. I 27 chilogrammi aiutano a capire perché conviene scegliere subito la posizione: la poltrona ruota, ma non nasce per essere trascinata ogni sera. Prima dell’acquisto basta segnare a terra l’ingombro di 83 per 80,5 centimetri e provare il passaggio con il tavolino già al suo posto.

Il beige funziona quando il volume resta leggibile
La configurazione verificata è in tessuto beige effetto velluto, l’unica variante acquistabile sulla pagina al momento del controllo. La versione cannella appartiene alla stessa gamma, ma risultava non disponibile. In una stanza chiara, BUN evita di sparire se il beige incontra un tappeto grigio freddo, una parete salvia oppure un tavolino in noce scuro.
Il telaio in compensato di eucalipto sostiene la sagoma curva, mentre rivestimento e base mantengono una continuità visiva. Il tessuto è poliestere al 100 per cento; sotto, schiume di poliuretano con densità diverse e cinghie elastiche distribuiscono il sostegno tra seduta e schienale. L’acciaio nero della base compare poco, ma impedisce al beige di diventare una massa uniforme.
Una rotazione utile ha bisogno di spazio libero
Il sistema gira a 360 gradi, quindi il tappeto deve restare piatto e non invadere la base con bordi sollevati. Anche un tavolino molto vicino può rendere inutile metà del movimento. Meglio collocarlo sul lato della mano dominante e lasciare davanti alla poltrona una fascia di passaggio che resti libera quando la seduta punta verso il centro della stanza.
{{image_3}}
Il montaggio riguarda la base girevole, non l’intera scocca: conviene completarlo nel punto definitivo e verificare il serraggio dopo i primi utilizzi. Per il tessuto non sfoderabile servono aspirazione delicata e tamponatura immediata delle macchie. Un plaid leggero può proteggere la seduta, purché non copra la curva che dà carattere al modello.
Prima di decidere, prova tre orientamenti reali: verso il divano, verso la luce naturale e verso la libreria. Se in ognuno rimangono libero il passaggio e l’accesso al tavolino, la funzione girevole risolve davvero la stanza. Se urta qualcosa, sposta BUN di dieci centimetri: quel piccolo margine vale più di un altro accessorio decorativo.
Photo Credits: © Maisons du Monde




