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Balcone spento dopo il caldo: le piante che lo fanno rifiorire prima di settembre

Dopo settimane di caldo intenso, un balcone può sembrare arrivato alla fine della stagione. In realtà bastano alcune piante da fiore scelte adesso per cambiare aspetto ai vasi prima di settembre.

Balcone spento dopo il caldo: le piante che lo fanno rifiorire prima di settembre
Balcone spento dopo il caldo: le piante che lo fanno rifiorire prima di settembre

A fine agosto il problema si riconosce subito. I gerani hanno meno fiori, le petunie mostrano rami lunghi e spogli, qualche foglia è bruciata sui bordi e il terriccio sembra asciugarsi poche ore dopo l’annaffiatura. Nei contenitori più piccoli capita persino di vedere una crosta superficiale che rende difficile capire quanta acqua raggiunga davvero le radici. Il risultato è un balcone ancora verde, ma senza quella massa di colore che aveva a giugno. In questa situazione riempire ogni vaso di acqua o aumentare le concimazioni raramente risolve il problema. Meglio osservare cosa è ancora vitale, eliminare soltanto le parti ormai compromesse e utilizzare gli spazi rimasti liberi per introdurre specie che affrontano bene la fine dell’estate.


C’è un dettaglio che spesso sfugge: il balcone non è necessariamente da rifare, è cambiata la fase stagionale. Le giornate restano calde, mentre la durata della luce comincia lentamente a diminuire e alcune specie che hanno lavorato per mesi mostrano una comprensibile perdita di vigore. Altre, al contrario, si avvicinano proprio adesso al loro periodo più interessante. È il momento in cui personalmente eviterei di comprare l’ennesimo geranio già molto fiorito. Conviene cercare piante con boccioli numerosi, apparato vegetativo compatto e una stagione di fioritura capace di proseguire durante settembre. Anche il vaso conta: una pianta nuova sistemata in un contenitore minuscolo può perdere rapidamente il vantaggio ottenuto al vivaio, soprattutto su un balcone esposto a sud.

Le piante di fine agosto che fanno rifiorire il balcone

Una delle scelte più convincenti è la Gaura lindheimeri, apprezzata per gli steli sottili pieni di piccoli fiori bianchi o rosa. Tollera bene sole e caldo una volta stabilizzata, ma in vaso richiede un substrato drenante e irrigazioni controllate. Non ama avere le radici costantemente immerse nell’acqua. Su un balcone luminoso funziona particolarmente bene perché aggiunge volume senza creare una massa vegetale pesante.

Per ottenere un effetto più evidente sceglierei anche la Rudbeckia, soprattutto se si dispone di alcune ore di sole diretto. I suoi capolini gialli con centro scuro sono immediatamente visibili anche da lontano e permettono di recuperare un angolo che ad agosto sembra vuoto. Quando si acquista una pianta fiorita, meglio preferire un esemplare con diversi boccioli ancora chiusi piuttosto che quello già completamente esploso sul banco del vivaio. È meno spettacolare il giorno dell’acquisto, ma generalmente più interessante nelle settimane successive.


Rudbeckia
Rudbeckia

C’è poi il Sedum, oggi spesso classificato nel genere Hylotelephium per alcune delle varietà ornamentali più diffuse. È una scelta furba nei punti molto assolati perché le foglie carnose gestiscono meglio brevi periodi di asciutto rispetto a molte classiche piante stagionali. Le infiorescenze iniziano a colorarsi tra fine estate e autunno e attirano facilmente insetti impollinatori. Un’avvertenza pratica: il sottovaso pieno d’acqua è più pericoloso di una breve dimenticanza nell’irrigazione.

Se il balcone riceve sole soltanto per parte della giornata, vale la pena guardare agli anemoni giapponesi. Hanno bisogno di maggiore regolarità nell’umidità del terreno rispetto al sedum, ma regalano una fioritura elegante proprio quando molte annuali iniziano a perdere smalto. Richiedono però un vaso capiente. Comprarli per infilarli in una ciotola bassa da venti centimetri significa complicarsi inutilmente la vita.

Settembrini e ciclamini, il cambio di stagione può iniziare adesso

I cosiddetti settembrini, appartenenti a diversi generi della famiglia delle Asteraceae, sono probabilmente la soluzione più intuitiva per accompagnare il balcone verso settembre. Quando arrivano nei vivai presentano spesso una quantità impressionante di piccoli boccioli. Proprio questi sono il particolare da controllare. Una pianta compatta, sana e ancora poco aperta può offrire una fioritura più lunga di un esemplare scelto soltanto perché è già coperto di colore.


Con i ciclamini serve invece un po’ più di prudenza. Vederli comparire nei punti vendita non significa che qualsiasi balcone sia già pronto ad accoglierli. Se le temperature sono ancora elevate e l’esposizione riceve il sole forte del pomeriggio, conviene aspettare oppure collocarli in una posizione fresca e luminosa, senza sole diretto nelle ore più calde. Il tubero soffre facilmente gli eccessi di acqua e il ristagno. Bagnare continuamente un ciclamino perché appare afflosciato durante una giornata molto calda può quindi peggiorare la situazione.

Una combinazione interessante consiste nel mantenere le piante estive ancora sane e inserire settembrini o sedum soltanto nei contenitori realmente compromessi. Il balcone cambia aspetto senza essere smontato completamente e si evita di buttare esemplari che possono ancora produrre fiori. Anche una petunia un po’ lunga può ripartire dopo una potatura moderata, se radici e vegetazione sono sane. Il punto è distinguere una pianta stanca da una pianta ormai deteriorata.

Prima di comprare nuovi fiori, controlla terriccio e irrigazione

A fine agosto il problema nascosto spesso è dentro il vaso. Dopo mesi di irrigazioni il terriccio può essersi compattato, il pane radicale può occupare quasi tutto il contenitore e l’acqua può scorrere rapidamente lungo i bordi senza inumidire bene la zona centrale. Prima di aggiungere nuove piante conviene infilare delicatamente un dito nel substrato per alcuni centimetri. Se sotto la superficie resta completamente asciutto subito dopo aver bagnato, la zolla potrebbe non assorbire più l’acqua in maniera uniforme.

Per le nuove sistemazioni utilizzerei contenitori con veri fori di drenaggio, uno strato di substrato adatto alla specie e dimensioni proporzionate all’apparato radicale. Non serve mettere concime in quantità eccessive nella speranza di accelerare la fioritura. Un fertilizzante adatto alle piante fiorite va impiegato rispettando il dosaggio indicato, perché una concentrazione troppo alta di sali nel poco terriccio disponibile può danneggiare le radici, soprattutto quando il vaso si asciuga velocemente.


L’ultimo controllo va fatto la sera, non davanti allo scaffale del vivaio. Osserva quante ore di sole diretto riceve davvero il punto che vuoi sistemare e scegli la pianta di conseguenza. Sedum e rudbeckia hanno esigenze diverse da ciclamini e anemoni. Con la posizione corretta, qualche bocciolo ancora chiuso e un vaso che drena bene, il balcone può tornare a fiorire senza aspettare settembre e senza sostituire tutto ciò che l’estate ha lasciato dietro di sé.

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