La scarpiera IKEA TRONES sfrutta una parete stretta e raccoglie le scarpe in 18 centimetri di profondità, lasciando più libero il passaggio dell’ingresso.

In un corridoio piccolo il disordine non resta sullo sfondo. Bastano due paia accanto alla porta per stringere il passaggio, bloccare l’anta o costringere a guardare dove si mettono i piedi. Il punto critico è quasi sempre la profondità: una scarpiera tradizionale ruba spazio proprio nel tratto più trafficato. Qui la parete libera vale più del pavimento e la forma sottile di IKEA TRONES ha un vantaggio concreto. I moduli si fissano sospesi, si possono affiancare oppure sovrapporre e tengono raccolto ciò che si usa ogni giorno. Anche il bordo superiore diventa un appoggio per chiavi e telefono, il genere di dettaglio che evita la solita caccia mattutina sul mobile del soggiorno.
IKEA TRONES usa la parete dove una scarpiera normale non passa
Ogni elemento occupa 52 centimetri in larghezza, appena 18 centimetri in profondità e 39 in altezza. Il frontale si inclina, quindi le scarpe scendono nel vano invece di avanzare nel corridoio. IKEA indica una capacità di circa quattro paia per modulo: la confezione da due, proposta a 27 euro, porta quindi fino a otto paia fuori dal passaggio. Il dato interessante non è il numero in sé, ma la proporzione. Con due elementi sovrapposti si usa poco più di mezzo metro di parete, mentre il pavimento sotto resta raggiungibile dalla scopa e visivamente più leggero.

La TRONES scarpiera/elemento contenitore non impone un solo uso al vano. Guanti, sciarpe, borse pieghevoli e accessori per il cane entrano nello stesso spazio delle calzature. L’anta si rimuove per pulire l’interno, un particolare utile quando si ripongono scarpe bagnate o sporche. Sul piano superiore, la piccola vaschetta portaoggetti trattiene monete e chiavi, invece di lasciarle scivolare dietro il mobile.
Nero o bianco, il colore decide quanto si vede
TRONES esiste in due finiture, nero e bianco, entrambe vendute in confezioni da due allo stesso prezzo di 27 euro. Il nero disegna una fascia grafica sulla parete chiara e regge bene il confronto con porte scure, appendiabiti metallici e pavimenti in legno. Il bianco arretra visivamente e funziona meglio nel corridoio già pieno di porte. Io sceglierei il nero quando i moduli sono pochi e ben allineati, il bianco quando devono salire in verticale e quasi sparire. Mescolare i due colori può funzionare, ma richiede una griglia precisa: una disposizione casuale rende il muro più agitato delle scarpe lasciate a terra.

La struttura è in polipropilene con almeno il 20 per cento riciclato. È un materiale leggero, lavabile con un panno umido e adatto a un punto della casa dove entrano acqua, polvere e fango. Non ha però l’aspetto materico del legno: accanto a una consolle importante può sembrare troppo tecnico. In un ingresso stretto questa discrezione è spesso un pregio, soprattutto se sopra si monta una mensola sottile o uno specchio rotondo che sposti l’attenzione verso l’alto.
Il fissaggio viene prima della composizione
I moduli devono essere fissati alla parete, scegliendo viti e tasselli adatti al supporto, che IKEA vende separatamente. Prima di forare conviene aprire completamente il frontale e controllare che la porta di casa, il battiscopa e un’eventuale presa non interferiscano. Una linea a 15 centimetri dal pavimento facilita la pulizia e lascia alle scarpe umide un punto d’appoggio temporaneo sotto il mobile. Se in casa ci sono scarponi alti, meglio provarne uno nel vano prima di moltiplicare la composizione.
Per un ingresso davvero pratico assegnerei un modulo a ogni persona e terrei quello più vicino alla porta per le scarpe quotidiane. Il secondo può raccogliere accessori e borse, con le chiavi sempre sul bordo superiore. L’ordine regge quando ogni gesto richiede un solo movimento.



