Il tavolo consolle IKEA TRÄKUMLA lascia libera la stanza ogni giorno e, quando serve, crea una vera zona pranzo per otto persone.

In molti soggiorni piccoli il tavolo resta addossato alla parete, mezzo inutilizzato, e costringe comunque a girargli intorno. Il problema si nota adesso, quando le cene tornano dentro casa e quattro posti fissi possono diventare pochi. La zona pranzo serve, ma non dovrebbe divorare il passaggio tra divano e cucina. Qui TRÄKUMLA prende una strada più intelligente: da chiusa occupa 49 centimetri in lunghezza, quindi lavora come una consolle compatta profonda 84 centimetri e alta 75. Rimane un mobile utile, con piano d’appoggio e ripiani per piatti, libri o scatole.
I quattro ripiani rimovibili diventano le prolunghe del tavolo quando la consolle si apre. A 299 euro, il TRÄKUMLA tavolo consolle compra spazio in due forme, non un piano destinato a restare chiuso.
Il tavolo consolle IKEA che lavora in 49 centimetri
Chiuso contro una parete, il mobile concentra il proprio ingombro in una base di 49 per 84 centimetri. Restano 75 centimetri in altezza, la quota normale di un tavolo, quindi il piano può accogliere una lampada bassa o il vassoio del caffè. I ripiani reggono 20 chilogrammi ciascuno: abbastanza per piatti e bicchieri, purché gli oggetti usati più spesso rimangano sul livello più comodo. Una scatola può nascondere caricabatterie e tovaglioli, mentre il resto resta pronto all’uso.

Il piano e le prolunghe sono in truciolare rivestito con lamina melamminica, con bordo in plastica. È una superficie pratica per i pasti quotidiani, da proteggere con sottopiatti quando arrivano pentole calde. Le gambe in acciaio verniciato a polvere epossidica danno al profilo una linea sottile; le guide in acciaio galvanizzato fanno il lavoro meno visibile, quello che consente ai pannelli di scorrere e blocca il tavolo una volta aperto.
Quando arrivano gli ospiti, il soggiorno cambia scala
Alla massima apertura TRÄKUMLA raggiunge 172 centimetri di lunghezza, mantenendo gli 84 centimetri di larghezza. Passa così da una consolle per la vita di tutti i giorni a un tavolo adatto a due fino a otto persone. Il carico massimo di 50 chilogrammi permette di apparecchiare normalmente, ma il vero vantaggio è il ritmo della stanza: finita la cena, il tavolo torna sulla parete e restituisce il corridoio tra le sedute. Prima dell’acquisto conviene segnare a terra il rettangolo aperto con nastro di carta, aggiungendo almeno 75 centimetri dietro ogni sedia. I 172 centimetri raccontano il piano, non lo spazio necessario per usarlo bene.

In un soggiorno condiviso con la cucina, la consolle chiusa funziona meglio sulla parete più vicina ai piatti. Una sospensione centrata lì rischia di risultare fuori asse quando il piano si allunga. Meglio una lampada orientabile o due punti luce piccoli, capaci di seguire entrambe le configurazioni.
Due finiture, due effetti molto diversi
La combinazione bianco e rovere alleggerisce il volume e si lega facilmente a pareti chiare, sedie in legno e tessili naturali. La variante antracite e rovere disegna invece il telaio, quindi regge meglio accanto a sedie nere, vetro fumé o una cucina con dettagli scuri. Prezzo e misure restano gli stessi. Il rovere è un effetto superficiale, non legno massello: conviene riprenderne la tonalità in un solo altro elemento, per esempio le sedute, evitando di inseguire abbinamenti quasi uguali che fanno sembrare casuale la stanza.
Prima di montarlo, decidere dove conservare tovaglia e sedie aggiuntive rende la trasformazione davvero rapida. Con sedie pieghevoli in un ripostiglio vicino e i ripiani già ordinati per gruppi, TRÄKUMLA passa da scaffale a tavolo nel tempo necessario ad apparecchiare, che è esattamente il punto.
Photo Credits: © IKEA



