Proroga del bonus verde per il 2020: Cos'è, e quali sono le detrazioni...
Menu Chiudi

La proroga del bonus verde per il 2020


Il nuovo governo in carica intende prorogare per tutto il 2020 e per il 20121 il cosiddetto “bonus verde” (introdotto nel 2017 dal governo Renzi), cioè le detrazioni fiscali previste per tutti colori i quali intendono effettuare lavori di ristrutturazione su giardini e spazi verdi nei terrazzi delle proprie abitazioni. Un grosso incentivo, dunque, che intende ridare un impulso ragguardevole all’ecologia e alla cura del verde in generale.

 


Il bonus verde per il 2020

Il bonus verde è una detrazione Irpef che viene effettuata su tutte le spese che riguardino lavori di manutenzioni di giardini, fiori, piante legate alla propria abitazione. Oggi questa detrazione è allo studio del Ministro dell’Agricoltura che sta valutando di inserirla nella prossima Legge di Bilancio datata 2020 e di prorogarla appunto, come già detto, fino all’anno 2021. La detrazione in questione è di circa il 36% sulle spese che sono state sostenute dal contribuente e prevede un limite di spesa di 5.000 euro all’anno per ciascuna abitazione. Se le spese superano tale limite, la detrazione non sarà possibile, perchè il limite è appunto di euro 5.000 e si andrà al recupero di circa 1.800 euro.

La detrazione viene divisa in dieci rate da 180 euro ciascuna. Il pagamento deve sempre essere tracciabile. Questo avviene tramite un bonifico bancario, un assegno postale carta di credito o bancomat. Il pagamento prevede il rilascio di una fattura sulla quale sono riportare tutte le informazioni relative ai lavori effettuati.

 

Il bonus e la tutela dell’ambiente

Il bonus verde è una misura atta a difendere l’ambiente, soprattutto in un’epoca, la nostra nella quale le città sono piene di inquinamento. Le piante diventano dunque indispensabili per un maggiore assorbimento degli agenti inquinanti, affinché l’aria diventi più respirabile. Se ne giovano, ovviamente, anche le imprese florovivaistiche che sono in grado di poter assumere sempre nuovo personale. Esse possono dunque effettuare lavori di manutenzione e innovazione necessari all’impresa stessa. Se l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori in questione viene venduta, la detrazione di cui non si usufruisce, viene trasferita, per i restanti periodi d’imposta, sulla persona fisica che acquista l’immobile. Se l’avente diritto muore, l’agevolazione viene trasmessa all’erede.


 

Il bonus verde: quali sono i lavori detraibili

Il bonus verde si riferisce all’immobile relativo ai lavori e non alla persona che ne è proprietaria. Tali interventi riguarderanno i palazzi di pregio, le ville, i villini e i condomini normali. Ogni soggetto può dunque sommare le detrazioni per le spese effettuate su ciascun immobile. Ma quali sono le spese detraibili e quali non lo sono?

I lavori del verde detraibili  (compresi di lavori di progettazione) sono:

  • quelli relativi alla sistemazione a verde di aree scoperte di edifici esistenti, immobili recinzioni;
  • la riqualificazione dei prati
  • pozzi e impianti di irrigazioni
  • grandi potature
  • fornitura di piante e arbusti
  • realizzazione di giardini pensili

Insomma, a beneficiare delle detrazioni saranno quelle opere che riguarderanno interventi di riqualificazione del verde, non l’acquisto di materiali o piante per adornare un terrazzo o un giardino. Anche la cura di alberi secolari o di pregio è soggetta a detrazione fiscale.


 

Bonus Verde 2020: lavori non detraibili

Le opere non soggette a detrazioni fiscali sono quelle relative alla cura di guardini già esistenti e che quindi non si traducono in interventi di riqualificazione o di innovazione. Anche i lavori “fai da te” sono esclusi dalle agevolazioni, così come l’acquisto di attrezzature adatte alla manutenzione del verde, come picconi, vanghe o l’acquisto di vasi che non sia migliorativo della condizione generale dell’area verde in questione.

Quali documenti esibire

Chi vuole accedere al bonus verde 2020 deve esibire dei documenti specifici nel momento in cui ci si accinge a preparare la dichiarazione dei redditi. Tali documenti vanno conservati nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate volesse effettuare dei controlli. I documenti in questione sono:
  • la documentazione del pagamento, cioè le ricevute di quest’ultimo effettuato con carta di credito, con bancomat e la copia de bonifico;
  • la fattura in cui vi sia il codice fiscale di chi richiede il bonus, la partita Iva e la ragione sociale dell’azienda che si impegna nel lavori e le indicazioni dei beni e dei servizi.

Quale I.V.A si può applicare

Per ciò che concerne i lavori di recupero del verde nelle aree edilizie, l’Iva dipende dal tipo di intervento effettuato. Gli interventi sui giardini prevedono un pagamento dell’Iva al 22% : serbatoi, impianti di irrigazione, messa a terra di nuove piante. Affinché si possa richiedere l’Iva agevolata al 10%, occorre che gli interventi di recupero del verde siano effettuati su di un terreno annesso al fabbricato residenziale e che le opere edilizie siano di natura straordinaria. Dunque anche se un intervento è di quelli che darebbero diritto al bonus verde, non vuol dire che sia concessa l’Iva agevolata al 10%.



Ti potrebbe interessare


Guarda anche
Loading...