IKEA BYAKORRE riporta in soggiorno lo scaffale del 1985 con ripiani reversibili: basta girarli per passare dal bianco all’antracite e cambiare il peso visivo della parete.

Una libreria aperta può contenere molto e sembrare comunque disordinata. Succede quando libri, casse audio, raccoglitori e piccoli oggetti finiscono tutti sullo stesso piano, senza pause. BYAKORRE affronta il problema con una struttura larga ma visivamente leggera: i montanti metallici lasciano passare la luce, mentre i bordi colorati separano i livelli e rendono più leggibile ciò che vi appoggiamo. Il richiamo agli anni Ottanta si vede, e a mio parere è proprio questo il suo punto forte. Non prova a sembrare neutra. In un soggiorno dominato da beige e legno chiaro introduce un ritmo grafico, ma conserva superfici abbastanza sobrie da non trasformare la parete in una vetrina confusa.
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IKEA BYAKORRE, la libreria aperta che torna dal 1985
Con 170 centimetri di larghezza e 157 di altezza, BYAKORRE occupa una parete vera; i 32 centimetri di profondità, invece, lasciano un passaggio più agevole rispetto a molte librerie chiuse. A 149 euro offre quattro lunghi livelli su cui distribuire libri, musica e oggetti d’uso, evitando pile troppo alte. I montanti sono in acciaio galvanizzato, mentre i ripiani in truciolare hanno una superficie in melammina che tollera bene l’uso quotidiano e si pulisce con un panno appena umido.

Il dettaglio che cambia davvero la stanza è nascosto nelle due facce dei ripiani reversibili. Da un lato sono bianchi, dall’altro antracite; i bordi portano linee rosse, gialle, verdi e blu. Non sono varianti da acquistare a parte, ma due finiture comprese nello stesso mobile. Girare un solo piano può alleggerire la zona alta, mentre tenere l’antracite in basso dà più peso visivo ai libri grandi. La struttura metallica resta la stessa e i bordi colorati continuano a segnare la sequenza.
Come riempire i ripiani senza perdere il disegno
La tentazione è occupare subito ogni centimetro. Qui conviene resistere. Sul livello più basso funzionano volumi pesanti e due contenitori bassi; al centro trovano posto i libri usati spesso, con una cassa audio o un oggetto più grande che interrompa la fila. Il piano superiore rende meglio con pochi elementi alti, perché il bordo colorato deve restare visibile. Un vaso e una lampada compatta bastano. Lasciare circa un terzo di superficie libera conserva la struttura a giorno e rende più facile spostare ciò che serve.

La finitura bianca dialoga bene con pareti calde e legni medi; l’antracite regge una stanza luminosa con metallo nero o tessili grigi. Usare tutte le facce scure in un soggiorno piccolo può chiudere troppo la composizione. Preferisco alternarle, tenendo il bianco vicino al volto e il tono scuro più in basso. C’è anche un vantaggio pratico: polvere e piccoli segni si notano in modo diverso sulle due superfici, quindi la scelta della faccia può seguire l’uso reale, non soltanto il colore.
Dove metterla e quale controllo fare prima
I 170 centimetri di fronte richiedono una parete libera da porte, termosifoni e interruttori. Prima del montaggio conviene segnare a terra la larghezza con nastro carta e verificare che davanti restino almeno 80 centimetri di passaggio. I piedini regolabili compensano un pavimento leggermente irregolare, ma non sostituiscono l’ancoraggio. BYAKORRE deve essere fissata alla parete con viti e tasselli adatti al supporto, soprattutto quando i ripiani ospitano libri o apparecchi audio.
Un ultimo accorgimento evita l’effetto esposizione: assegna a ogni ripiano una funzione prima di riempirlo e appoggia gli oggetti pesanti vicino ai montanti. Dopo una settimana, togli ciò che non hai usato e gira un solo piano. La prova dal bianco all’antracite chiarisce subito quale equilibrio serve alla stanza, mentre i bordi colorati restano il dettaglio che rende riconoscibile il progetto del 1985.
Photo Credits: © IKEA




